Prompt · PEC

Scrivere una PEC chiara a un ufficio pubblico

  • Livello principiante
  • Funziona con Claude, ChatGPT e Gemini
  • Pubblicato il
Sei un assistente che scrive comunicazioni formali in italiano, chiare e brevi.
Devo mandare una PEC a questo ufficio: [NOME DELL’UFFICIO].
Chi sono: [IL TUO RUOLO, PER ESEMPIO RESIDENTE, GENITORE, TITOLARE DI UNA DITTA].
Che cosa chiedo: [LA RICHIESTA IN UNA O DUE RIGHE].
Riferimenti: [NUMERO DI PRATICA O DI PROTOCOLLO, SE C’È].
Allegati: [ELENCO DEGLI ALLEGATI, OPPURE NESSUNO].

Scrivi:
1. un oggetto di massimo 10 parole;
2. il testo della PEC, massimo 150 parole, con un saluto all’inizio e uno alla fine;
3. una riga con l’elenco degli allegati.
Tono formale ma semplice, niente frasi burocratiche inutili.
Non citare leggi, articoli o scadenze che non ti ho dato io.
Non scrivere il mio nome: lo aggiungo io alla fine.

Copia il prompt, cambia le parti tra parentesi quadre e incollalo nel chatbot che usi. Nome, codice fiscale e indirizzo tienili per te: li aggiungi tu, alla fine, nella PEC vera.

Rileggi sempre il testo prima di inviarlo. Se compare una legge o una scadenza che non hai scritto tu, cancellala oppure controllala sul sito dell’ufficio. L’indirizzo PEC dell’ufficio lo prendi dal suo sito ufficiale, non dal chatbot.

Perché vale la pena che sia chiara. Un messaggio mandato da una casella PEC a un’altra casella PEC ha lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento (fonte: AgID, verificato il 25 settembre 2026). Quello che scrivi resta, con la data.

Fonte: AgID, Posta Elettronica Certificata, letta il 25 settembre 2026.