È un buon primo prompt, perché si vede subito la differenza tra chiedere «una ricetta» e dare al chatbot quello che gli serve: ingredienti, tempo, attrezzi, persone. Lo stesso metodo cambia tutto anche per un’email o un riassunto.
Se la prima proposta non ti convince, non ricominciare da capo: scrivi «più semplice», «senza forno» o «qualcosa di più leggero». La conversazione continua.
Allergie e intolleranze vere: il chatbot può sbagliare. Gli ingredienti li controlli tu, sulle etichette.