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Come scrivere un prompt chiaro: quattro ingredienti e una prova

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  • Verificato il su guide ufficiali di Anthropic e Google
Antonio indica un prompt in quattro parti (ruolo, compito, contesto, formato), Serio preme Invia. Titolo: in 4 mosse.

Serio scrive «fammi una mail» e riceve un’email qualsiasi: educata, lunga, inutile. Non è colpa dell’intelligenza artificiale (AI). Non sa a chi scrivi, perché, né che cosa vuoi ottenere. Il prompt è il messaggio che scrivi al chatbot: più è chiaro, meno tempo perdi dopo. Vediamo come si scrive, con le indicazioni di chi i chatbot li fa.

Il test del collega

Anthropic, l’azienda che sviluppa Claude, nella sua guida ai prompt propone una prova semplice: fai leggere il tuo prompt a un collega che non sa niente del lavoro. Se lui sarebbe confuso, lo sarà anche l’AI.

Funziona perché il chatbot parte da zero ogni volta, come un collega bravo ma appena arrivato: non conosce le tue abitudini, i tuoi clienti, il tuo condominio. Quello che non scrivi, per lui non esiste.

Non hai ancora ChatGPT sul telefono? Parti da qui: ChatGPT dal telefono, da zero, dall’app giusta alla prima domanda.

I quattro ingredienti

Google, nella sua guida ai prompt per Gemini (edizione di ottobre 2024), li riassume in quattro parti. Noi le chiamiamo così:

  1. Ruolo. Chi deve essere il chatbot: «Sei un assistente che scrive email cortesi e brevi».
  2. Compito. Che cosa deve fare, con un verbo: scrivi, riassumi, confronta, spiega. Secondo Google è la parte più importante.
  3. Contesto. Per chi è, a che cosa serve, che cosa sai già. È l’ingrediente che manca più spesso.
  4. Formato. Come vuoi la risposta: lunghezza, elenco o tabella, tono.

Non servono tutti e quattro ogni volta, dice la stessa guida: ma già due o tre cambiano il risultato. E un dato della guida fa riflettere: secondo Google, i prompt che funzionano meglio sono in media di circa 21 parole, mentre quelli che le persone provano di solito ne hanno meno di nove.

Un esempio

Si è rotto il rubinetto della cucina e vuoi scrivere all’idraulico.

Prima:

Scrivi un messaggio all’idraulico.

Dopo:

Sei un assistente che scrive messaggi brevi e cortesi.
Scrivi un messaggio WhatsApp per un idraulico che non conosco.
Il rubinetto della cucina perde sotto il lavello da ieri; ho chiuso l’acqua.
Chiedo se può passare questa settimana e quanto costa la visita.
Sono a casa martedì e giovedì dopo le 17.
Massimo 60 parole, tono gentile, senza il mio indirizzo.

Nel primo caso il chatbot deve indovinare tutto. Nel secondo ci sono i quattro ingredienti: ruolo (prima riga), compito (seconda), contesto (le tre righe centrali), formato (l’ultima). Il messaggio che ottieni è quasi pronto da mandare.

Tre aggiunte che aiutano

  • Il perché. Anthropic spiega che dire il motivo di una richiesta aiuta il chatbot a capire l’obiettivo. «Tieni il messaggio breve, perché lo leggerà dal telefono» funziona meglio di «massimo 50 parole» da solo.
  • Un esempio. Se hai già un testo che ti piace, incollalo come modello. Sempre secondo Anthropic, gli esempi sono uno dei modi più affidabili per ottenere il formato e il tono che vuoi.
  • Che cosa fare se manca un dato. Una riga come «se un’informazione non c’è, scrivi “non indicato”» evita che il chatbot riempia i vuoti inventando.

Poi si corregge, e si controlla

La prima risposta raramente è quella giusta. Non ricominciare da capo: rispondi nella stessa chat con «più breve», «meno formale», «togli la seconda frase». La guida di Google lo dice chiaro: è una conversazione, e i prompt si migliorano un passo alla volta.

E prima di usare quello che hai ottenuto, rileggilo. Google stessa chiede di controllare chiarezza, pertinenza e accuratezza, perché il risultato finale resta tuo. Numeri, nomi, date e leggi li controlli tu, sempre. Perché a volte l’AI si inventa le cose: ecco perché succede e tre trucchi per accorgertene.

Se non sai da dove partire

C’è un prompt che rovescia il problema: invece di scrivere tutto tu, chiedi al chatbot di farti le domande che gli servono. È qui: Prima di rispondere, fammi le domande. E se vuoi provare subito i quattro ingredienti su una cosa semplice, parti da La cena con quello che c’è in frigo.

Gli altri prompt pronti, con le parti da cambiare tra parentesi quadre, sono nella libreria dei prompt.

Gli stessi ingredienti servono anche per farti creare da ChatGPT uno strumento da toccare, come un conto da dividere o un quiz: trovi cinque esempi provati nella guida ChatGPT adesso risponde con strumenti da toccare.

Fonti

Lette il 25 settembre 2026 (in inglese):