Serio ha la busta paga in mano e una domanda: «Che cosa vuol dire questa trattenuta?». Apre ChatGPT, inquadra il foglio e il dito è già sul tasto di invio. Antonio lo ferma con la tazzina a mezz’aria: «Sul serio? Con nome, codice fiscale e IBAN?».
Fotografare un documento e chiedere all’AI di spiegarlo è uno degli usi più utili che ci siano. Ed è sempre più facile: dal 1° ottobre 2026 la fotocamera di ChatGPT su iPhone ha una funzione Scansione, che fotografa più pagine di fila e le unisce in un solo PDF, secondo le note di rilascio di OpenAI. Proprio per questo conviene sapere che cosa caricare, che cosa coprire prima e che cosa mai.
La regola in una riga
Carica il problema, non la persona.
All’AI serve il contenuto da capire: la voce strana della busta paga, la frase difficile della lettera, la clausola del contratto. Non le servono il tuo nome, il tuo codice fiscale o il numero della tua carta. Se un dato non serve a rispondere, resta fuori.
Il semaforo dei documenti

| Colore | Che cosa | Perché |
|---|---|---|
| Sì | Volantini, ricette, manuali, avvisi senza nomi, testi scritti da te, la foto di una pianta | Non ci sono dati personali: chiedi pure |
| Prima copri | Busta paga, bolletta, contratto, lettera, PEC | Il contenuto serve, i dati no: coprili prima di fotografare |
| Mai | Carta d’identità, patente, tessera sanitaria, carte di pagamento, PIN, password, codici OTP | Non servono a nessuna domanda, e nelle mani sbagliate valgono oro |
Sui documenti d’identità e sui codici la scelta è facile: nessuna domanda all’AI ha bisogno della foto della tua patente o del codice che ti manda la banca. Se qualcuno, o qualcosa, te li chiede in una chat, fermati.
Referti e analisi: il Garante lo dice chiaro
Caricare un referto e chiedere «che cosa ho?» è sempre più comune. Il Garante per la privacy, in un comunicato del 30 luglio 2025, lo ha definito un fenomeno allarmante, per due motivi:
- i dati sanitari sono tra i più delicati, e caricandoli rischi di perderne il controllo;
- le risposte possono essere sbagliate, perché questi servizi non sono progettati né autorizzati come dispositivi medici.
Il Garante consiglia di leggere l’informativa privacy del servizio, per capire se i dati vengono cancellati o conservati e usati per addestrare i modelli, di pensarci bene prima di condividerli e di verificare sempre le risposte con un medico.
Il nostro consiglio pratico: se nel referto c’è una parola che non capisci, chiedi all’AI solo quella parola. «Che cosa vuol dire “ectasia”?» è una domanda di vocabolario. Il referto intero, con nome e valori, resta tra te e il tuo medico.
Che cosa succede a quello che carichi
Ogni AI ha le sue regole. Le abbiamo lette nelle pagine ufficiali il 14 ottobre 2026: ecco le tre cose da sapere per i piani personali.
| ChatGPT | Gemini | Claude | |
|---|---|---|---|
| Le tue chat addestrano l’AI? | Sì, se è acceso «Migliora il modello per tutti». Lo spegni in Impostazioni › Controlli dei dati | Sì, se è attiva l’attività delle app Gemini. Con l’attività spenta, le chat future non servono ad addestrare i modelli | Solo se hai detto sì all’impostazione sul miglioramento dei modelli |
| Persone che leggono | Non lo dice la pagina che abbiamo letto | Sì: Google scrive che revisori umani esaminano una parte dei dati | Non lo dice la pagina che abbiamo letto |
| Chat che non resta | Chat temporanea: non va nella cronologia, non addestra i modelli, può restare fino a 30 giorni per sicurezza | Chat temporanea: non addestra i modelli. Con l’attività spenta, le chat restano comunque 72 ore | Chat in incognito: non serve a migliorare Claude |
Tre dettagli che in pochi conoscono:
- Gemini lo scrive nero su bianco: «Non inserire informazioni riservate che non vorresti che un revisore vedesse».
- ChatGPT: cancellare la chat non cancella il file, se è rimasto salvato nella Libreria. Va tolto anche da lì.
- Claude: se condividi le chat per l’addestramento, Anthropic le conserva fino a 5 anni; se non le condividi, per 30 giorni. Ne abbiamo parlato in Claude ti chiede la voce per addestrare l’AI.
E occhio al pollice in su o in giù: su ChatGPT, se lasci un giudizio su una risposta, OpenAI dice che l’intera conversazione può essere usata per l’addestramento, anche con l’interruttore spento.
Quattro gesti prima di caricare un documento
- Copri i dati prima della foto. Basta un foglio bianco sopra nome, indirizzo, codice fiscale, IBAN e codici. È il metodo più sicuro: quello che non è nella foto non può finire da nessuna parte.
- Copia solo il pezzo che serve. Spesso non serve il documento intero: bastano due righe. Per la bolletta, per esempio, bastano le voci di spesa. Abbiamo un prompt fatto apposta: Capire le voci della bolletta.
- Usa la chat temporanea per le cose delicate. Su ChatGPT, dal telefono, è il fumetto in alto a destra; ti spieghiamo tutto in ChatGPT dal telefono, da zero.
- Cancella quando hai finito: la chat e, su ChatGPT, anche il file nella Libreria.
Uso giusto, uso sbagliato
- Giusto: «Spiegami questa voce della busta paga: “addizionale regionale”». Senza il resto del foglio. Per tutte le voci c’è il prompt Capire le voci della busta paga.
- Sbagliato: la foto intera della busta paga, con nome, codice fiscale, IBAN e indirizzo.
- Giusto: incollare la frase difficile di una lettera ufficiale e chiedere che cosa vuol dire. C’è il prompt: Capire una lettera ufficiale.
- Sbagliato: mandare la foto della carta d’identità «per compilare un modulo più in fretta».
- Giusto: chiedere il significato di una parola del referto, e poi parlarne con il medico.
- Sbagliato: chiedere all’AI una diagnosi sul referto intero, e fidarsi della risposta.
Al lavoro vale una regola in più: i documenti dei clienti e dei colleghi non sono tuoi. Prima di caricarli in un’AI chiedi in azienda quali strumenti si possono usare. OpenAI, per esempio, dice che di regola non usa per l’addestramento i contenuti dei piani aziendali (Business ed Enterprise): sono strumenti diversi dall’app personale.
E se l’ho già fatto?
Niente panico, succede. Cancella la chat e, su ChatGPT, il file nella Libreria. Poi spegni l’interruttore dell’addestramento, se vuoi che le chat future restino fuori. Se hai mandato un codice OTP, una password o i dati della carta, il problema non è l’AI: cambia la password e chiama subito la tua banca.
E ricorda: l’AI può sbagliare anche quando legge bene. Lo spieghiamo in Perché l’AI si inventa le cose. Per soldi, salute e documenti, la parola finale spetta sempre a una persona competente.
In breve
- Carica il problema, non la persona.
- Sì a volantini, ricette, manuali, testi tuoi. Prima copri busta paga, bollette, contratti, lettere. Mai documenti d’identità, carte, PIN, password e codici OTP.
- Referti: il Garante invita a pensarci bene e a verificare sempre con un medico. Chiedi solo le parole che non capisci.
- Per le cose delicate usa la chat temporanea (su Claude si chiama in incognito) e cancella quando hai finito.
- Su ChatGPT il file nella Libreria si cancella a parte.
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Fonti
Lette il 14 ottobre 2026:
- Garante privacy, comunicato sui referti medici e l’intelligenza artificiale (30 luglio 2025)
- OpenAI, Data controls in ChatGPT (in inglese)
- OpenAI, Uploading files and audio to ChatGPT (in inglese)
- OpenAI, ChatGPT release notes (1 ottobre 2026, in inglese)
- Google, Centro per la privacy delle app Gemini
- Anthropic, Updates to Consumer Terms and Privacy Policy (28 agosto 2025, in inglese)
- Anthropic, Is my data used for model training? (in inglese)
